Cosa sono i DSA? E come affrontarli
- dott.ssa Noemi Taddio
- 7 feb 2020
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 5 ott 2020
Sempre più spesso si sente parlare di DSA... ma che cosa sono? Come si effettua la diagnosi? E come si possono affrontare? In questo articolo proveremo a rispondere a tutte queste domande.

I DSA sono i Disturbi Specifici dell'Apprendimento. Nel dettaglio sono quattro: dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. I DSA hanno un'origine neurobiologica e di conseguenza hanno una componente ereditaria. Ciò che bisogna tener sempre presente è che i Disturbi Specifici dell'Apprendimento non sono malattie, bensì dei malfunzionamenti di alcune strutture cerebrali specifiche per la lettura, la scrittura o il calcolo. I bambini che hanno questi disturbi non sono bambini stupidi o meno intelligenti degli altri, anzi hanno un QI (quoziente intellettivo) nella norma o addirittura superiore agli altri.
"Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido." (A. Einstein)
I campanelli di allarme
I primi campanelli di allarme si possono già notare alla scuola d'infanzia, in età prescolare (4-5 anni) e in particolare possono essere:
difficoltà nello sviluppo del linguaggio
difficoltà nel distinguere i colori
difficoltà nell'orientarsi nello spazio e nel tempo
difficoltà nel disegno strutturato (cornicette ecc.)
difficoltà a prestare attenzione
difficoltà a memorizzare le cose

I campanelli d'allarme ben visibili con l'inizio della scuola Primaria possono essere:
difficoltà a copiare alla lavagna
difficoltà nella lettura
difficoltà a riconoscere le lettere (soprattutto quelle simili)
difficoltà a memorizzare l'alfabeto o le tabelline
difficoltà nelle lingue straniere
difficoltà a orientarsi su una linea temporale
Cosa fare dopo? Come muoversi?
Il sospetto che ci sia qualche difficoltà può sorgere sia agli insegnanti sia a genitori attenti. A questo punto ciò che è necessario fare è affidarsi a dei professionisti che possano diagnosicare o disconfermare il Disturbo.
Per effettuare i test necessari ci si può rivolgere sia a professionisti privati sia a professionisti del Servizio Sanitario Nazionale (ASL di competenza). Bisogna tenere a mente che alla fine del percorso (anche effettuato tramite professionisti privati) sarà necessaria la firma dell'ASL di competenza per poter rendere effettiva per legge la diagnosi.
I servizi che sono coinvolti nel percorso di diagnosi sono i seguenti:
Neuropsichiatria Infantile: effettua una valutazione (BVN, DSM V, ICD 10) per escludere eventuali disturbi di altro genere, neurologici e non, e deficit sensoriali.
Psicologia: effettua un test cognitivo (WISC-IV) per valutare alcune competenze cognitive di base (memoria, attenzione, capacità di discriminare gli stimoli, capacità di effettuare ragionamenti matematici a mente ecc.)
Logopedia: effettua test specifici (DDE-2 ecc.) sulle abilità scolastiche, ossia lettura, scrittura e calcolo.
Cosa fare dopo aver ottenuto la diagnosi?

Dopo aver ottenuto la diagnosi è necessario portare tutta la documentazione alla Scuola, che provvederà tempestivamente a creare un P.D.P (Piano Didattico Personalizzato).
Il Piano Didattico Personalizzato non ha obiettivi scolastici inferiori o diversi da quelli degli altri bambini, prevede solamente l'utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi. Che cosa sono?
Gli strumenti compensativi sono quelli utilizzati con la maggior frequenza e comprendono l'utilizzo di alcuni strumenti che possono andare a compensare le difficoltà in quella determinata e specifica abilità scolastica. Alcuni esempi sono:
utilizzo degli schemi durante le interrogazioni o le verifiche
utilizzo di mappe concettuali per lo studio
utilizzo della calcolatrice
utilizzo del pc o del tablet per comporre testi scritti
Gli strumenti dispensativi permettono al bambino di evitare i compiti che gli sono più ostici:
leggere ad alta voce di fronte alla classe
copiare alla lavagna
fare un dettato
Non bisogna dimenticare mai che questi strumenti non rendono il compito più facile e i voti che ne conseguono non devono essere "ricalibrati" per l'utilizzo di queste strategie. Gli strumenti compensativi sono come gli occhiali per un miope! Senza non riuscirebbe a vedere, ma ciò non significa che non sia capace di farlo...
Strategie nei compiti a casa
Spesso per i bambini con DSA i compiti a casa sono molto pesanti e difficili da affrontare. Aiutiamoli con serenità, sediamoci accanto a loro e ascoltiamo senza pretendere. Non dimentichiamoci che è importante anche accogliere la frustrazione di questi bambini, senza giudicarli, senza far loro pensare che siano diversi o peggio ancora malati.
Un'eccessiva preoccupazione o ansia rispetto ai compiti scolastici possono far sentire il bambino DSA inadeguato. Facciamogli invece sentire che crediamo in lui, che sappiamo che può farcela e che siamo pronti ad aiutarlo e sostenerlo se serve!
Organizziamo nel corso del pomeriggio sia i momenti di studio, sia pause frequenti, in modo tale che si scorga in modo chiaro l'obiettivo e si permetta al bambino anche si sfogare la frustrazione o l'ansia accumulata nello svolgimento del compito. Utilizziamo strategie che possono aiutare la memoria o altre abilità: usare i colori, costruzioni e libri interattivi. Infine ricordate sempre di premiare i vostri bambini quando ottengono un buon risultato! Il premio è sempre più efficace della punizione!
"Se non imparo nel modo in cui mi insegni, insegnami nel modo in cui io imparo..."
Si sa però che i bambini con i genitori o i nonni si permettono alcuni comportamenti sopra le righe, ed è qui che cominciano i lamenti, i rifiuti dei compiti, i pianti disperati... se non riuscite a passare del tempo con i vostri bambini lontano dai compiti, se tutte le domeniche restate chiusi in casa perché deve studiare la lezione per la verifica di domani, se temete di non avere pazienza o un metodo per aiutarli...rivolgetevi ad un professionista!
Un Logopedista, uno Psicologo Scolastico o un Tutor dell'Apprendimento fanno per voi! Attenzione a scegliere un professionista e non un semplice ragazzo/a delle ripetizioni...spesso sono molto bravi da un punto di vista scolastico, ma non hanno la preparazione giusta per affrontare anche i risvolti emotivi e relazionali che questo Disturbo porta con sé!
DSA non significa non poter essere dei geni! DSA non significa mettere una croce su un futuro accademico! Qui di seguito alcuni dei più famosi personaggi politici, studiosi, scienziati e artisti con Disturbo dell'Apprendimento:

Per approfondire:
Nostro figlio è dislessico, Manuale di autoaiuto per i genitori di bambini con DSA. Gianluca Lo Presti, Erickson
Allora non scrivo più! Ediz. ad alta leggibilità (Italiano) Copertina flessibile – 11 mar 2019, di Annalisa Strada (Autore), A. Cacciapuoti (Illustratore)
Il bambino dimenticato, Formato Kindle, di Benny Fera
Alcuni articoli in merito alle normative:
Legge 8 ottobre 2010 , n. 170 Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico. (10G0192)
Comma 1 della legge 170/2010 si definisce il diritto dello studente con diagnosi DSA di“fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari.”
Art. 5 della legge 170/2010 Misure educative e didattiche di supporto 1. Gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari.
Art. 6 della legge 170/2010 Misure per i Familiari 1. I familiari fino al primo grado di studenti del primo ciclo dell'istruzione con DSA impegnati nell'assistenza alle attività scolastiche a casa hanno diritto di usufruire di orari di lavoro flessibili.
Piemonte - Deliberazione della Giunta Regionale 4 febbraio 2014, n. 16-7072 “Protocollo di intesa di recepimento dell’accordo Stato/Regioni del 25 ottobre 2012 e definizione delle modalità uniformi su tutto il territorio regionale per l’effettuazione della diagnosi ed il rilascio della certificazione diagnostica per i soggetti sospetti di DSA, di cui alla legge 170/2010”
Dott.ssa Noemi Taddio
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